27 Gennaio 2010

Non sono più capace di scrivere titoli

Col tempo qualcosa si guadagna e qualcosa si perde: ora fatico molto a pensare ai titoli. Anche il modo di scrivere è piuttosto cambiato, anni fa ero più criptico, o meglio lo ero in modo diverso, più allungato, meno essenziale degli ultimi mesi. Vabè.
Ieri parlavo con un'amica, a cui non permetto l'accesso al blog (cioè non sa nick/indirizzo) dato che mi conosce in primis al di fuori di qui, e mi ha chiesto come scrivo e come sono qui, se sono diverso rispetto al me stesso di carne. Istintivamente ho risposto che nel blog c'è forse una mia versione leggermente più evoluta, ma questo lo sapranno meglio di me coloro che tra voi mi conoscono anche fuori.
Detto questo, il fatto è che non volevo proprio scrivere di questo. Volevo scrivere e basta, un po' per dare il benvenuto ai nuovi amici che ho incrociato con piacere in questo pezzo della web-sfera, un po' per sgranchirmi le dita. Bisogna allenarsi a fare tutte le cose e non voglio perdere la scrittura, ci tengo troppo.
Ultimamente mi sono più divertito a commentare in blog altrui. Lo trovo un gesto doppiamente altruistico, perchè da una parte si mostra di essere interessati alle vite degli altri e a ciò che pensano (cosa sempre più rara) e dall'altra si dà loro un qualcosa di sè, a loro e non a se stessi perchè il commento non compare nel proprio blog, è un dono gratuito.

Ora non ricordo di cosa volevo scrivere in origine, mi era venuta qualche idea durante un attacco di nostalgia, sabato. Non c'è niente da fare, a me l'ispirazione (vero Vero? Risatona) viene così. Mi piace la nostalgia, è un piccolo seme che piantiamo nel presente e poi diventera piantina nel futuro, quando quel presente sarà solo passato e quindi ci mancherà. Ci sono dei momenti di alienazione dalla realtà, dal materiale, in cui vorrei afferrare il presente e tenerlo lì, perchè sono cosciente che mi mancherà moltissimo, anche dopo 5 minuti. I 5 minuti sembrano anni. Che senso hanno le differenze nel passato? Cosa cambia se una situazione si è verificata 10 minuti o 10 anni fa? In entrambi i casi è sempre passato, quindi irrecuperabile. Sì, forse era di questo che volevo parlarvi. Sono contento di essere riuscito a riportare sulla retta via un post che era clamorosamente alla deriva del senso.


P.S. Primo esame della mia nuova Hera universitaria superato!
P.P.S. Al concerto Morgan è stato ancora strepitoso

3 commenti

  • Laevel

    Dicesi

    nostalgia (parola composta dal greco %u03BD%u03CC%u03C3%u03C4%u03BF%u03C2 (ritorno) e %u03AC%u03BB%u03B3%u03BF%u03C2 (dolore): "dolore del ritorno") uno stato psicologico di tristezza e di rimpianto per la lontananza da persone o luoghi cari o per un evento collocato nel passato che si vorrebbe rivivere. (wikipedia)
    Scritto il: 28/01/2010 15:26:33
  • Veroniha88

    -

    Un mio difetto è non riuscire a vivere il presente.
    Cioè mi riesce difficile prenderlo per quello che è perchè di solito non mi va mai bene come la maggior parte delle cose che mi riguardano..mi rimane più spontaneo ricordare il passato e avere paura del futuro. non lo progetto, lo temo perchè immagino quello che sarà convincendomene. è per questo che del presente non mi accorgo neanche. perchè è già finito.
    Scritto il: 27/01/2010 19:08:54
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